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Boston, USA

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linea di fuga verso il mare

sabato 3 gennaio 2009

Quale logica per un reale cambiamento in una Società a dimensione Planetaria?






di Antonia Colamonico


La grave crisi storica che si sta vivendo impone una riflessione sulle dinamiche logiche che hanno innescato gli sviluppi fallimentari del Sistema politico-economico mondiale. Esiste una diretta corrispondenza tra il campo degli immaginati e quello degli attuati, come le ideazioni di ipotesi di azioni possibili che aprono alle differenti linee evolutive della spugna storica.


Per semplificare si pensi al rapporto pellerossa-esploratore americano nei confronti della prateria:

  • il primo vedeva nell’immensa distesa erbosa l’energia vitale che sfamando le mandrie di bufali, avrebbe di ritorno provveduto alla sua stessa discendenza;
  • l’esploratore invece intravedeva in lei, strade ferrate, ciminiere, cantieri edili… cioè tutto quel insieme di infrastrutture che avrebbero prodotto di lì a breve il take-off americano.

In linea con le due visioni di conseguenza si costruivano le azioni:

  • il pellerossa cacciava l’animale vecchio che nella corsa restava indietro;
  • l’esploratore tutti indistintamente, poiché ogni pelle era un cappello in Europea e ogni cappello era un pezzettino di ricchezza che si accumulava.

In una visione biostorica, che fa della vita l’elemento chiave dell’organizzazione logica, appare evidente che la crisi in atto è il risultato di una negoziazione storica basata sulle logiche del dominio e dello sfruttamento.


Per attuare un cambiamento radicale l’umanità dovrà attuerà un vero salto cognitivo che la porterà a restare “biologicamente” indifferente alle logiche di potere e di ricchezza private e di classe.

  • Che cosa è il potere, se non, il voler essere vincenti nelle relazioni?
Si pensi ai rapporti uomo/donna, nord/sud, ricco/povero… sano/malato… bello/brutto…

Il potere implica l’accettazione del rapporto debole/forte e di conseguenza la divisione dell’umanità di due grandi categorie i vincenti e gli esclusi; nei primi si collocano quelli che rientrano in uno standard esistenziale, stereotipato dalle logiche del lusso. Nei secondi la grande marea che resta a margine o fuori dai canoni del consumismo.


L’idea dell’uomo di lusso che rese G. Verga restio a concludere il Ciclo dei Vinti, vide in G. D’Annunzio il vero cantore, con i miti dell’esteta e del superuomo; quello stesso d’Annunzio che seguendo una logica necrofila spinse molti giovani ad abbracciare la dialettica della violenza e della sopprafazione con l’illusione di una vita come un’opera d’arte.


Nella dinamica della vita esiste una sola forma di bellezza, che si acquisisce con l’atto della nascita:

  • la bellezza data non dall’appartenenza ad una categoria, ma dal semplice essere la categoria!

Nella vita ogni foglia, nuvola, essere animato, sorriso, sospiro… hanno valore, semplicemente dall’essere l’abitante di un dato spazio-tempo che circoscrive e delimita.

  • Occupare uno spazio, consumare un tempo, esprimere una forma… sono queste le qualità che fanno di ogni essere vivente un cittadino della storia.

Il salto di paradigma per edificare una Civiltà Planetaria, richiede un grado più complesso di elaborazione logica, poiché necessita allargare la dimensione dell’io a quella del noi; sostituire il paradigma dell’esclusione, con quello dell’inclusione: dall’ego/centrismo al tutto/centrismo.


Solo una dialogica a uno/tutto potrà spogliare l’umanità delle logiche di dominio che, a guardar bene, nascono da un’insicurezza mentale di fondo, tipica del bambino che non possiede la visione di continuità dell’esistenza.


La democrazia della vita non si esprime con aree di dominio, né aree di possesso o di bellezza… di povertà, o di legittimità… queste sono semplici categorie della mente umana che per conoscere divide, separa, scinde, confronta… e poi, dimenticando che ciò è il risultato di una sua incapacità mentale a cogliere il tutto, attribuisce il valore e costruisce le scale di significato. Si pensi ad una rondine che attribuisca il valore ad una gazzella.


La crisi odierna dell’apparato politico ed economico è la naturale conseguenza di un modello mentale che per primeggiare deve sottomettere; per imporsi deve piegare. In ciò è consistito il fallimento di tante ideologie che si erano poste come il nuovo e hanno finito col ripetere i medesimi errori.


Si pensi all’apparato statale comunista, in URSS, che finì col fare gli stessi errori degli zar. la Siberia insegna! Si pensi alla borghesia che finì col essere essa stessa la nuova classe egemone, adottando gli stessi stili di vita degli aristocratici. I partiti di massa che si sono fatti essi stessi élite.


Il nuovo salto epocale si porrà come salto gnoseologico e in ciò nuovo paradigma.


Il cammino è difficile, poiché richiede un processo inverso a quello del primo uomo, mentre Adamo si vestì per nascondere la sua nudità che lo rendeva indifeso di fronte alla verità; l’uomo nuovo, dovrà spogliarsi di tutte le grettezze e di tutte le voglie che lo schiavizzano, facendogli recitare un ruolo/funzione che non gli appartiene.

  • Imparare ad essere ignudi di fronte alla vita, come un fiore in un campo di grano!
Ecco la nuova frontiera!

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