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Boston, USA

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linea di fuga verso il mare

giovedì 2 ottobre 2014

Biohistorical Epistemology: Gli abiti della realtà




Viaggio esplorativo in una topologia di sguardo a occhio multiplo




La relazione osservato-osservatore-osservazione in un sistema esplorativo a multi-profondità di spazio in un multi-verso di lettura.

 Il nodo di partenza

 https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1283888007282/Home/biostoria%20pagina%20finestra.jpg?height=300&width=400La Finestra Storiografica (historiographical window).
(da A, Colamonico. Fatto tempo Spazio. Premesse per una didattica sistemica della storia. OPPI Quaderni, Milano 1993, p. 22.)

https://sites.google.com/site/biostoriamappe/_/rsrc/1374741755770/home/le-carte-di-lettura/finestra%20universo.png?height=236&width=320

La stratificazione della finestra storica è, dunque, una dimensione cognitiva propria dell’organizzazione analogica del cervello umano (Colamonico, 2008). Essendo la finestra storico-cognitiva per natura una stratificazione di dinamiche, si presta ad essere immaginata come tanti fogli trasparenti su ognuno dei quali l’osservatore ne disegna una, ovvero l’organizzazione cognitiva della storia, quindi della realtà, è la proiezione su un piano quadridimensionale (spazio-tempo), non di una porzione di superficie iper-sferica curvata nella quinta dimensione, ma bensì di un volume di tale iper-sfera.
Ne consegue una visione cognitiva della realtà come proiezione stereografica di un insieme di iper-sfere penta-dimensionali osculanti, ovvero una specie di “iper-cipolla” che si presta ad essere sfogliata tema per tema. Risulta evidente che tale quinta dimensione è una dimensione di lettura; è esterna all’osservato e riflette il modo di strutturare la realtà dell’osservatore: - per questo motivo, tale apertura dimensionale è passata inosservata, in quanto nei ragionamenti, l’osservatore focalizza la sua attenzione su uno strato della cipolla (spazio di eventi in relazione logica), non su tutta la cipolla. La finestra storiografica come stratificazione di proiezioni, svolge la funzione di campo, all’interno del quale l’osservatore costruisce le relazioni fattuali tra i differenti temi. La finestra è dunque il terreno all’interno del quale si sviluppa il pensiero analogico-creativo, mentre lo strato della cipolla è il luogo del pensiero logico-riflessivo in quanto tutto quello che vi appartiene è già stato strutturato coerentemente. In questa visione, il pensiero analogico è l’emergenza di un nuovo ordine logico da una sovrapposizione di differenti ordini indipendenti. Tale emergenza diventerà a sua volta un nuovo ordine logico che si andrà ad aggiungere ai precedenti strati proiettivi. In questo lavoro, partendo dalla distinzione tra storia e storiografia, e ripercorrendo l’approccio biostorico alla conoscenza, si è mostrato un modello cognitivo di realtà come multi-proiezione per piani logici, in cui l’unico motore è il pensiero analogico (de-coerente) che struttura sacche di logicità. Ne deriva una visione di pensiero a sua volta come una spugna. (da Gli enti biostorici)



Le carte di lettura semplici mnemotecniche 

Catturando il reale in ogni “respiro” l'umanità ha dato la sua impronta alla vita, trasudandola in un complesso reticolo di informazioni che ha permesso la progettazione di quel fitto tessuto pluridimensionale che chiamiamo realtà narrata, nelle carte storiografiche, disciplinari. Ogni narrazione parte da un gap informativo che crea un vuoto di azione. Lo stesso B. de Finetti sottolinea come ogni scienza parta da un'azione: - Conoscere per fare, quindi, mai per descrivere o per fotografare l’esistente! - Antonia Colamonico


Intelaiatura


Metamorfosi




Nido-nicchie
https://sites.google.com/site/biohistoryepistemology/_/rsrc/1391163333021/home/gli-abiti-della-realta/M%20Mastroleo%202014%202.png?height=252&width=320Osservazione


 Prove tecniche di Osservazione
L'osservazione del campo-vitale non procede secondo una struttura a segmento-linea, ma come uno zigzagare in un movimento apparentemente caotico (foto Osservazione). La precisazione è funzionale alla medesima esplorazione, poiché nessun processo osservativo può essere letto come caotico, in quanto c'è sempre un filo logico-emotivo che indirizza l'occhio a catturare degli appigli informativi che agiscono da prese di concretezza. L'osservatore focalizza, di volta in volta, con un atto decisorio il punto-luogo da isolare e, facendo ciò, egli stesso fa emergere da un contorno-campo tutto un'identità che si pone a oggetto nell'azione di lettura:
  • Osservando le foto selezionate, si può sperimentare come, dal tutto di ogni immagine, l'osservatore isoli uno o più punti focali che assumono un nome e un significato; ad esempio nell'immagine metamorfosi, l'occhio è catturato dalle evoluzioni della crisalide in farfalla che fanno mettere (nella sua mente) in ombra il ramo che così si colloca nel contorno-sfondo dell'immagine tutta. Il medesimo osservatore scinde il campo di lettura tra un primo piano e un secondo piano, anche se la foto è bidimensionale e quindi non ha profondità, tuttavia mentalmente egli costruisce la scala di posizioni. Il porre in ordine di valore le figure-forme dell'immagine parte da un'aspettativa significante che fa presupporre una metamorfosi e quindi un'evoluzione-trasformazione. Il significato-parola (metamorfosi) dà l'indirizzo-verso nella lettura, incanalando lo sguardo su una traiettoria che in tale immagine si costruisce a successione temporale, seguendo le fasi evolutive. Senza il significato, l'occhio-mente resterebbe bloccato in una non visualizzazione (= azione del rendere-portare a viso).
Il vedere presuppone l'identificazione di un quid informativo e nasce dall'aver interiorizzato e memorizzato un nome-identità che si fa un tutt'uno con la forma-idea chiamata, esempio farfalla, che si riconosce per analogia nell'atto del vedere; così pure nella foto nido-nicchie, si isolano i buchi-alveoli che si fanno luoghi di apertura per l'accesso al nido di uccelli tessitori che vivono in colonie, costruendo ambienti simili a alveari (foto in alto). La chiarezza del significato rende possibile la comprensione dell'immagine, che presuppone per chi non avesse mai visto un nido di uccelli tessitori, l'aver almeno una volta visualizzato un nido di api; la parola nicchia poi esprime una forma a buco-crepa che richiama la nicchia di un tabernacolo o un buco di tarlo in un legno.


La capacità di costruire il linguaggio è strettamente connessa alla comprensione del campo io-habitat; così come procede l'esplorazione del territorio, così si intensifica il linguaggio che rende dicibile, identificabile e quindi diversificato lo spazio-habitat in cui muoversi e agire. Nel corso dei millenni l'umanità ha sviluppato una pluralità di linguaggi e con essi una molteplicità di letture organizzative a più strati-campi degli ambienti io-mondo. Ogni lettura è uno scavare l'ambiente per cavar-fuori una qualche forma di ragionamento che possa spiegare il perché e il come di quell'avvistato-isolato-definito-compreso:
  • Ogni azione di lettura parte da una risposta storica, da un evento-fatto antecedente che si pone a radice-nodo della proiezione ragionata, cioè è un atto cosciente che si organizza nella mente-cervello di un osservatore-agente, emergendo da un vuoto cognitivo e come in una bottiglia d'acqua si fa strada una bollicina d'aria, emergendo in superficie, così l'idea-spettro di un'azione-lettura passata prende casa nel pensiero e in tale assunzione di forma-fatto presente (t. 0) ogni avvistato si rende spendibile in un'ipotesi di risposta futura. Tale abilità del cervello di richiamare a mente le conoscenza regresse (echi informativi), oggi è anche suffragata dagli studi delle neuroscienze che parlano di neuroni a specchio che funzionerebbero da collettori informativi.
Certo alcune risposte insorgono in modo più immediato, tanto da far parlare di fluidità del pensiero, altre richiedono tempi d'elaborazione più lunghi, alcune sono più prevedibili, altre più inconsuete per cui si è portati ad immaginare da un lato una forma di automatismo che renda "naturali" certe risposte e  dall'altro una forma di strozzatura-inghiottitoio che renda difficoltosa l'insorgenza di tal altre, lette come non congruenti; ma questa ritmata e miscelata manifestazione di immagini-parole-forme, non autorizza a negare la presa di coscienza nella scelta identificativa:
  • Proprio in ciò è il limite di certe scuole di pensiero che hanno aperto all'irrazionalismo, giustificandolo a entroterra di un gesto insolito, come una forma di spaesamento cognitivo che porterebbe alle azioni irresponsabili. Nessuna azione storica prende luogo da una non conoscenza, poiché il non conoscere presuppone un'assenza di elementi costitutivi di una qualche forma, quindi un nulla di immaginato e di visualizzato, mentre il cervello si muove con una forma di rispecchiamento costante che fa da cassa di risonanza al confrontare e al ridefinire continuamente le molteplici forme di realtà identificate nei molteplici tempi 0 di presente.
Si pensi anche alle correnti di avanguardia di inizio '900 che hanno esaltato lo sguardo schizoide dell'artista, come se in tale scelta di realizzazione pittorica non ci fosse stata una chiara consapevolezza del salto di prospettiva da attuare nella rappresentazione. Anche quella che si definisce follia è una presa di posizione storica anche se da un punto inconsueto, che apre ad un altro universo rappresentativo che costruisce i differenti significati e le altre forme di realtà, spendibili in azioni storiche.
Si Immagini infine U. Boccioni dipingere a casaccio "La risata" (1911) senza seguire un filo logico-immaginativo, chiaro e ben delineato nella sua mente, infatti, a prova della sua grande consapevolezza attuativa, egli stesso in uno scritto del 1914 dice:

[...] Noi creiamo con ciò una nuova concezione dell’oggetto: l’oggetto-ambiente, concepito come una nuova unità indivisibile. Dunque se per gli impressionisti l’oggetto è un nucleo di vibrazioni che appaiono come colore, per noi futuristi l’oggetto è inoltre un nucleo di direzioni che appaiono come forma. Nella caratteristica potenzialità di queste direzioni noi troviamo lo stato d’animo plastico . [...] U. Boccioni, Pittura scultura futuriste, Edizioni futuriste di Poesia, Milano 1914.

Volendo provare a sintetizzare l'esplorazione del campo io-habitat da parte della mente umana, si può parlare di due forme di elaborazioni: 
  • una che fa da collante tra le conoscenze pregresse - sguardo rivolto al passato - azione del ruminare che dà forma al pensiero logico; 
  • una che apre ai nuovi percorsi di spazi non ancora identificati e non ancora tracciati - sguardo rivolto al futuro - azione del creare con l'organizzazione del pensiero analogico che non va confuso con l'illogico (privo di una logica), ma quale altro modo di esprimere la logica. Biostoricamente parlando, il pensiero analogico è il "motore" di sacche sempre nuove di logicità.
Il viaggio nella realtà della vita è come un lungo cammino nell'oggi-ora (t. 0) in cui ogni nodo-ora si fa anello-punto di congiunzione tra le due possibilità proiettivo-immaginative e quindi osservative. In ogni tempo-adesso (t. 0) è come se si aprissero tre finestre di lettura, una relativa ai già fatto (piano dei fattuali), una relativa ai non ancora fatto (piano dei fattibili) e una che dà lo stato del presente-realtà, come quello che è definito reale, tangibile, sperimentabile. In tale possibilità di dinamismo di scenari immaginativi e osservativi, il soggetto lettore-osservatore indirizza la sua azione nel vedere, comprendere, definire, mettere in primo piano, in secondo piano; ora valutando, ora scartando, ora ripescando lampi-quanti-echi informativi che si intessono nel tutto coeso della sua visione allargata a tre possibilità di profondità di spazi. Si può comprendere così la grande importanza storico-politico-economica che assumono le capacità elaborative e immaginative del pensiero che di fatto aprono alle profondità degli spazi osservativi e attuativi. Come si accrescono le conoscenze informative e processuali, così si espandono le possibilità elaborative di risposte storiche, c'è una proporzione che rende vincolate le quantità e qualità di azioni alle proiezioni di futuri possibili, rielaborate dai passati fattuali. Il dinamismo del  pensiero è nel gioco multi-prospettico che dà le visioni allargate di ricadute storiche, come un costante dialogare tra un non c'è più e un non c'è ancora, in un tempo 0:
  • In tale viaggiare nella conoscenza del campo io-habitat, il pensiero-mente edifica una fitta attività eco-inter-connettiva, mettendo in rete l'io-sé  con il campo-habitat, tale intreccio eco-informativo si può chiamare la Coscienza storica.
Ogni uomo sviluppa e implementa con una molteplicità di appigli-tessiture la sua particolare coscienza che si fa impronta identificativa della sua univocità vitale. Anche gli studi sul cervello oggi parlano di impronta informativa al singolare che ogni cervello sviluppa in relazione alle sue peculiarità biologiche e socio-culturali che rendono diversificati gli apprendimenti e di riflesso le letture di realtà che fanno da entroterra informativo delle possibilità di risposte storiche. In tale elaborazione di consapevolezza si tesse la relazione tra l'aspetto prettamente biofisico-corporeo di ogni soggetto-uomo e le potenzialità-approdi di evoluzioni culturali e sociali, tanto da rendere modificabili le risposte-azioni (plasticità):
  • L'apprendimento è un tutt'uno con la vita. Non si possono scindere i piani delle conoscenze da quelli delle azioni, il sapere o non sapere come e perché fare è la vera molla che fa da acceleratore/deceleratore storico, per cui se si vorranno decelerare i processi, necessiterà agire sugli apprendimenti, minandone le qualità e le quantità, viceversa se si vorranno accelerare ed evolvere in funzione di un benessere personale e collettivo, puntare alla formazione consapevole delle potenzialità della coscienza del ruolo storico.
Si comprende così come l'aver guardato all'uomo-massa nel 1900 sia stata una trappola storica che ha prodotto la perdita della consapevolezza del personale ruolo partecipativo alla vita. Solo il puntare all'uomo-soggetto consapevolmente e attivamente partecipativo è scelta di libertà. Chi ha paura della coscienza individuale è di fatto un tiranno che non sa e non vuole riconoscere nell'altro la capacità del saper elaborare una risposta storica, quella logica a Caino del mondo più volte descritta nei quaderni di biostoria. Si spiegano, così, le esplosioni/implosioni di tirannie e di democrazie che segnano lo stato di salute dei sistemi e delle menti-leder storici.

D'altro canto è sulle medesime quantità e qualità informative e procedurali che si creano i gradi di maggiore o minore potere, poiché il possedere o no le informazioni, con i livelli evolutivi delle possibili tendenze dei fatti, si fa garanzia di libertà o di dominio. In tal senso il vero valore di una opposizione parlamentare costruttiva non è nella semplice rincorsa del potere, come spesso intesa dalle logiche di partito che puntano al sorpasso, ma essere servo-testimone di echi divulgativi degli intricati silenzi che minando la giusta conoscenza dei fatti, rendono schiavizzate le coscienze comuni e personali:
  • La storia non ammette ambiguità essendo coerenza evolutiva che parte da una variegata possibilità di scelte individuo-campo. Ogni scelta, una volta attuata, chiude una certa possibilità attuativa e apre una particolare cresta evolutiva che produce il conseguente raccolto-frutto di quei pensati e immaginati. Le quantità e le qualità dei raccolti fattuali saranno in proporzione ai gradi di generosità storica con cui si è osservato, agito e seminato in un particolare momento 0 (zero) di presente.

Acquaviva delle Fonti, 8 aprile 2014
Antonia Colamonico



Dal Sito: Biohistorical Epistemology

 Premessa





 

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